Catania, maxi-investimento da 12 miliardi per la microelettronica: StM conferma il piano fino al 2034
STMicroelectronics ha confermato al tavolo del Mimit, secondo la Fim Cisl, un piano da 12 miliardi di euro fino al 2034 per Catania e Agrate Brianza. Previsto il mantenimento di 12.700 posti di lavoro in Italia. Restano da definire il via libera del Board e l’accordo idrico per il sito etneo.

CATANIA – STMicroelectronics conferma un piano di investimenti da 12 miliardi di euro fino al 2034 per il potenziamento e la trasformazione dei processi produttivi negli stabilimenti italiani di Catania e Agrate Brianza.
La conferma è arrivata durante il tavolo convocato il 28 luglio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, secondo quanto riferito dalla Fim Cisl, presente all’incontro con la direzione aziendale. Il progetto dovrà adesso ottenere la copertura definitiva da parte del Board di STMicroelectronics, attesa nel prossimo confronto previsto a settembre.
La Fim Cisl: «Saranno mantenuti 12.700 posti di lavoro»
Il segretario nazionale della Fim Cisl, Massimiliano Nobis, ha definito importante l’esito dell’incontro, sottolineando il valore strategico degli investimenti per il sistema industriale italiano.
«Alla fine del percorso di transizione verranno mantenuti i 12.700 posti di lavoro», ha dichiarato Nobis. Il dato riguarda l’occupazione complessiva di STMicroelectronics in Italia e rappresenta uno degli elementi centrali del confronto tra azienda, Governo e organizzazioni sindacali.
Il piano interessa sia Agrate Brianza sia Catania, dove STMicroelectronics ha sviluppato uno dei principali poli europei dedicati ai semiconduttori e alle tecnologie basate sul carburo di silicio.
A settembre il passaggio decisivo nel Board
La presentazione al Ministero non conclude però l’iter. Nel prossimo incontro, previsto a settembre, i sindacati attendono la conferma del Board di STMicroelectronics sulla copertura finanziaria dell’intero progetto industriale.
Soltanto dopo questo passaggio sarà possibile definire con maggiore precisione la distribuzione degli investimenti, il cronoprogramma degli interventi e le ricadute produttive e occupazionali sui singoli stabilimenti.
La Fim Cisl chiede quindi che agli impegni illustrati al tavolo seguano decisioni societarie definitive e verificabili.
Il nodo dell’approvvigionamento idrico a Catania
Per lo stabilimento etneo rimane aperta una questione essenziale: la disponibilità dell’acqua necessaria ad alimentare i nuovi processi produttivi.
«Attendiamo la conferma che l’accordo sull’approvvigionamento dell’acqua per il sito di Catania con il Comune sia definitivo», ha spiegato Nobis, avvertendo che senza tale intesa la piena attuazione della produzione programmata sarebbe compromessa.
La fabbricazione dei semiconduttori richiede infatti forniture idriche affidabili e continuative, utilizzate nelle diverse fasi di lavorazione e pulizia dei materiali. La definizione dell’accordo con il Comune viene quindi indicata dal sindacato come una condizione indispensabile per rendere operativo il piano sul territorio catanese.
La richiesta di un maggiore coinvolgimento del Governo
Nobis ha espresso anche una valutazione critica per l’assenza, al tavolo del 28 luglio, dei rappresentanti politici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Secondo la Fim Cisl, la loro partecipazione sarà necessaria nei prossimi incontri, considerata l’importanza degli investimenti pubblici e privati coinvolti e il valore strategico della microelettronica per l’economia nazionale.
Il sindacato chiede che il confronto resti aperto e che il Governo garantisca il rispetto degli impegni industriali, dei tempi di realizzazione e dei livelli occupazionali.
Sallemi: «Catania hub europeo della microelettronica»
Positivo il commento del vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Salvo Sallemi, che definisce il piano una notizia di straordinaria importanza per l’Italia e per la Sicilia.
Secondo Sallemi, il rafforzamento dello stabilimento catanese consolida il ruolo dell’Isola come polo europeo della microelettronica e delle tecnologie avanzate.
L’esponente di Fratelli d’Italia attribuisce il risultato al lavoro svolto dal ministro Adolfo Urso e dal Mimit per mantenere in Italia investimenti considerati strategici nel settore dei semiconduttori.
Un investimento strategico per Catania e l’Europa
Il sito di Catania riveste già un ruolo centrale nella strategia industriale di STMicroelectronics, soprattutto nella filiera del carburo di silicio, materiale utilizzato nella produzione di componenti destinati all’automotive, all’energia e ai sistemi elettronici ad alta efficienza.
Il nuovo piano potrebbe rafforzare ulteriormente l’ecosistema etneo formato da imprese, università, centri di ricerca e professionalità specializzate. Le ricadute potenziali riguardano non soltanto l’occupazione diretta, ma anche l’indotto e la capacità della Sicilia di attrarre nuovi investimenti tecnologici.
Il passaggio di settembre sarà dunque decisivo: il Board dovrà confermare la copertura del progetto, mentre sul fronte locale dovrà essere definito l’accordo per garantire allo stabilimento catanese l’approvvigionamento idrico necessario.





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