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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Messinese 36enne arrestato a Catania per violenza sessuale su un 13enne: “Girava per adescare altri ragazzi”

Un 36enne con precedenti specifici residente nel Messinese è stato arrestato dalla Polizia per violenza sessuale su un 13enne a Catania. L'uomo ha adescato il ragazzino in piazza Abramo Lincoln con la scusa del calcio per po

di Redazione 2 min di lettura
Messinese 36enne arrestato a Catania per violenza sessuale su un 13enne: "Girava per adescare altri ragazzi"

CATANIA – Un incubo sventato grazie al coraggio delle vittime e alla determinazione degli investigatori. La Polizia di Stato ha tratto in arresto un uomo di 36 anni, residente nella provincia di Messina, ritenuto responsabile del grave reato di violenza sessuale aggravata ai danni di un minore di 13 anni. Nei suoi confronti, gli agenti del Commissariato di P.S. “Borgo-Ognina” hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale etneo su richiesta della Procura della Repubblica di Catania.

Le indagini sono scattate a seguito dell’esposto presentato dai genitori della giovane vittima. Secondo quanto ricostruito, il 13enne si trovava nei pressi di piazza Abramo Lincoln quando è stato avvicinato da uno sconosciuto. L’uomo, dopo essersi accertato che il ragazzino fosse solo e privo della vigilanza di adulti, ha avviato una conversazione informale legata al mondo del calcio per guadagnarsi la sua fiducia, invitandolo poi a salire a bordo della propria autovettura.

La violenza nella zona di Vulcania e il tracciamento delle telecamere

Una volta a bordo del veicolo, il 36enne ha condotto il minorenne in una stradina secondaria e poco trafficata situata nella vicina zona di Vulcania, dove ha consumato gli abusi sessuali. Ricevuta la segnalazione dei familiari, i poliziotti del Commissariato Borgo-Ognina hanno avviato una meticolosa attività d’indagine, analizzando a fondo i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati installati lungo l’itinerario percorso dal veicolo. Le immagini hanno consentito di risalire con precisione alla targa dell’auto e all’identità del conducente.

Dalla ricostruzione analitica degli spostamenti dell’indagato è emerso un quadro di estrema pericolosità sociale: l’uomo, già noto per precedenti penali specifici per reati di natura sessuale commessi in passato ai danni di minorenni, continuava a perlustrare sistematicamente in auto le vie del capoluogo etneo in cerca di altre potenziali vittime da adescare.

Il secondo tentativo di adescamento e la custodia in carcere

Un’ulteriore e drammatica conferma della pericolosità e della serialità del soggetto è giunta soltanto pochi giorni dopo il primo episodio. L’uomo ha infatti tentato di abbordare con identiche modalità un altro ragazzino. Quest’ultimo è tuttavia riuscito a sottrarsi al contatto, darsi alla fuga e raccontare l’accaduto ai propri genitori, i quali si sono immediatamente rivolti al medesimo commissariato di polizia per sporgere formale denuncia.

Valutata la gravità dei fatti e il concreto pericolo di reiterazione del reato, l’Autorità Giudiziaria ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere (fatta salva la presunzione di innocenza dell’indagato fino a sentenza definitiva). Il 36enne è stato quindi rintracciato e associato presso la casa circondariale di competenza.

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