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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Prato, scarcerato detenuto catanese 31enne: giudice concede i domiciliari per gravi problemi cardiologici

Accolto l'appello del padre Pietro Crisafulli: il magistrato di sorveglianza concede la detenzione domiciliare al 31enne Agatino Crisafulli, affetto da un grave quadro cardiologico incompatibile con la carcerazione. La gioia del padre: «Non abbiamo chiesto privilegi, ma di tutelare una vita».

di Redazione 2 min di lettura
Prato, scarcerato detenuto catanese 31enne: giudice concede i domiciliari per gravi problemi cardiologici

PRATO / CATANIA – Si conclude con la concessione della detenzione domiciliare la vicenda giudiziaria e umana di Agatino Crisafulli, 31enne originario di Catania ma residente a Pistoia. Il Magistrato di Sorveglianza ha disposto la scarcerazione del giovane dalla casa circondariale di Prato dopo aver preso in esame la documentazione medica, che attestava la netta incompatibilità del quadro clinico con il regime carcerario.

Alla base del provvedimento vi è un «grave quadro cardiologico» caratterizzato dal rischio concreto di eventi aritmici e dalla necessità impellente di sottoporre il paziente a continui e frequenti accertamenti presso strutture ospedaliere esterne specializzate per completare l’iter diagnostico-terapeutico.

Il provvedimento del Giudice di Sorveglianza

Nel testo firmato dal magistrato si legge chiaramente come «allo stato attuale il paziente non appaia compatibile con il regime detentivo» e come le sue condizioni sanitarie traggano evidente beneficio da un «regime meno afflittivo». Agatino Crisafulli stava scontando una pena residua di circa 18 mesi per i reati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, contestatigli nel corso di un controllo avvenuto a Pistoia nel 2021.

La decisione giunge a pochi giorni dal drammatico appello pubblico lanciato dal padre del giovane, Pietro Crisafulli, che chiedeva con urgenza un intervento della magistratura prima che le condizioni del figlio potessero precipitare irreversibilmente.

Il sollievo del padre Pietro Crisafulli: «Solo tutela della vita»

Profonda la commozione di Pietro Crisafulli, noto per la sua instancabile attività sociale come presidente dell’associazione “Sicilia Risvegli e Vittime della Strada” e già colpito da gravi lutti familiari, tra cui la scomparsa del figlio Mimmo nel 2017 e la lunga vicenda del fratello Salvatore:

«Ho già perso un figlio e nei giorni scorsi ho avuto paura di perdere anche Agatino. Oggi finalmente posso riabbracciarlo fuori dal carcere. Ringrazio il Giudice di Sorveglianza per aver valutato con attenzione la sua situazione e tutti i giornalisti che hanno dato voce al nostro appello. Non abbiamo mai chiesto privilegi, abbiamo solo chiesto che venisse tutelata una vita umana. Oggi mio figlio è a casa e può affrontare il percorso sanitario e terapeutico di cui ha disperato bisogno».
— Pietro Crisafulli

Per il regista e attivista sociale, la possibilità di curare il figlio in ambito domestico rappresenta un traguardo fondamentale: «Per un padre che ha già conosciuto il dolore immenso di perdere un figlio, poter riabbracciare vivo il proprio secondo figlio non è una semplice notizia di cronaca. È una seconda possibilità che la vita ci offre».

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