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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Sicilia, Abruzzo e Campania: nella mappa di Save the Children il boom dei licei e il crollo dei professionali

Nel decennio 2015-2025 i licei italiani hanno guadagnato oltre 100mila studenti, mentre gli istituti professionali ne hanno persi altrettanti (103mila): è l'allarme lanciato dal dossier «Attraversamenti» di Save the Children. Per il nuovo anno scolastico il 55,9% sceglie il liceo, con punte record sopra il 60% in Sicilia e al Centro-Sud, contro la tenuta di tecnici e professionali nel Nord produttivo. Marcato anche il divario di genere negli indirizzi tecnologici.

di Redazione 3 min di lettura
Sicilia, Abruzzo e Campania: nella mappa di Save the Children il boom dei licei e il crollo dei professionali

ROMA – Una profonda mutazione antropologica e formativa che ridisegna le aule scolastiche della penisola, polarizzando le scelte educative delle famiglie e ampliando il divario geografico tra il Mezzogiorno e le regioni settentrionali. Nel corso dell’ultimo decennio, compreso tra il 2015 e il 2025, a fronte di un corpo studentesco complessivo rimasto pressoché immutato all’interno delle scuole secondarie di secondo grado statali, i licei hanno guadagnato oltre 100mila iscritti mentre l’area degli istituti professionali ne ha persi ben 103mila, con il segmento degli istituti tecnici rimasto sostanzialmente stabile.

Il quadro analitico emerge con nitidezza dall’ultimo dossier diffuso dall’organizzazione internazionale Save the Children, intitolato «Attraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equità e orientamento». Una fotografia che per l’anno scolastico 2026/2027 certifica una predominanza netta: più della metà degli studenti italiani ha optato per un indirizzo liceale (55,9%), poco meno di uno su tre ha scelto un istituto tecnico (30,8%) e appena il 13,3% si è orientato verso la filiera professionale.

La spaccatura territoriale: la Sicilia sopra il 60% di scelte liceali

Le evidenze raccolte dall’indagine restituiscono una mappa del Paese fortemente frammentata sul piano socio-economico e delle prospettive lavorative percepite:

  • Il primato liceale al Centro-Sud: in regioni quali Sicilia, Lazio, Campania, Abruzzo, Molise e Umbria la percentuale di studenti che opta per un percorso liceale oltrepassa abbondantemente la soglia del 60%;
  • La tenuta tecnica al Nord: realtà a forte trazione industriale e manifatturiera come Veneto ed Emilia-Romagna vedono primeggiare le iscrizioni agli istituti tecnici e professionali rispetto ai licei;
  • La parità lombarda: in Lombardia si registra una ripartizione quasi speculare, con il 49,4% orientato verso i licei e il 50,6% assorbito dalla filiera tecnico-professionale.
Area Scolastica Percentuale Iscrizioni 2026/27 Trend Decennale (2015-2025)
Licei 55,9% +100.000 studenti
Istituti Tecnici 30,8% Sostanzialmente stabile
Istituti Professionali 13,3% -103.000 studenti
Dato Territoriale Sicilia / Sud Oltre il 60% degli studenti sceglie l’indirizzo liceale

Squilibrio di genere e indirizzi più richiesti: vola il tecnologico

Il report analizza altresì le marcate disparità di genere presenti nei diversi percorsi di studio. Durante l’anno scolastico 2024/2025, se all’interno delle classi liceali la componente femminile toccava il 61,5%, negli istituti professionali scendeva al 44,2% e crollava fino al 31,8% nell’istruzione tecnica.

Sotto l’aspetto delle preferenze specifiche espresse online:

Negli istituti tecnici domina incontrastato il comparto tecnologico, capace di catalizzare il 19,1% delle domande totali di iscrizione al primo anno, staccando il settore economico (11,8%).
Nel comparto degli istituti professionali, l’indirizzo più gettonato resta Enogastronomia e ospitalità alberghiera (4,2%), seguito da Servizi per la sanità e l’assistenza sociale (2,3%), Manutenzione e assistenza tecnica (1,9%), Servizi commerciali (1,4%) e Industria e artigianato per il Made in Italy (1,1%).

Per quanto concerne infine la filiera dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), la stragrande maggioranza dei neoiscritti (80,7%) frequenta percorsi erogati da istituzioni formative accreditate regionali, a fronte di una quota residuale del 19,3% gestita dagli istituti scolastici in regime di sussidiarietà, rimarcando il bisogno stringente di riforme strutturali orientate a ridare pari dignità e appetibilità al lavoro tecnico sul mercato nazionale.

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