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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Il Cammino di San Giacomo diventa un progetto pilota: 130 km da Caltagirone a Capizzi. Sindaci e Forestale i primi “custodi”

Presentato nel Municipio di Caltagirone il progetto pilota della Regione Siciliana per il rilancio strutturale del Cammino di San Giacomo, tracciato di circa 130 chilometri che collega Caltagirone a Capizzi toccando dieci Comuni. L'iniziativa, illustrata dal vicepresidente della Regione Luca Sammartino insieme a mons. Antonino Raspanti e ai vescovi delle diocesi coinvolte, punta sulla cura affidata a Forestale e sindaci, su una nuova segnaletica con oltre 800 indicazioni, sulla piattaforma web dedicata, sul "Pane del Pellegrino" e sul debutto promozionale a Fieracavalli di Verona.

di Redazione 4 min di lettura
Il Cammino di San Giacomo diventa un progetto pilota: 130 km da Caltagirone a Capizzi. Sindaci e Forestale i primi "custodi"

CALTAGIRONE – Rigenerare il cuore geografico dell’Isola coniugando spiritualità, rispetto per il paesaggio rurale ed economia di prossimità. Prende formalmente le mosse il piano pilota promosso dalla Regione Siciliana per riqualificare, rendere pienamente accessibile e valorizzare sui mercati del turismo lento il Cammino di San Giacomo in Sicilia: un suggestivo itinerario di circa 130 chilometri che unisce il calatino ai Nebrodi, collegando la Basilica di San Giacomo di Caltagirone al Santuario di San Giacomo a Capizzi attraverso il territorio di dieci municipalità.

Il progetto è stato illustrato nell’aula consiliare del Municipio di Caltagirone dal vicepresidente della Regione e assessore all’Agricoltura, allo Sviluppo Rurale e alla Pesca Mediterranea, Luca Sammartino, alla presenza delle massime autorità religiose, civili e tecniche dell’area etnea, ennese e nebroidea.

Il tracciato: 10 Comuni tra fede, borghi e filiere rurali

L’asse escursionistico attraversa una sequenza di borghi e paesaggi agrari di straordinario pregio storico e naturalistico, snodandosi lungo la direttrice:

  • Partenza dalla Basilica di San Giacomo a Caltagirone;
  • Passaggio attraverso i centri di San Michele di Ganzaria e Mirabella Imbaccari;
  • Attraversamento del comprensorio ennese toccando Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera Caropepe, Assoro e Nissoria;
  • Risalita verso la fascia montana attraverso Nicosia fino al traguardo finale del Santuario di San Giacomo a Capizzi;
  • Integrazione organica con la rete locale di produttori agricoli, allevatori, artigiani e strutture ricettive diffusa lungo le campagne.
Parametro del Cammino Dettagli del Progetto Pilota Regionale
Estensione Totale Circa 130 chilometri
Punti Cardine Partenza: Caltagirone (Basilica) – Arrivo: Capizzi (Santuario)
Comuni Attraversati 10 municipalità tra le province di Catania, Enna e Messina
Segnaletica Specialistica Colori giallo-blu compostellani, frecce ogni 500 m, pietre miliari e QR Code
Termine Lavori sul Terreno Fine ottobre 2026 (manutenzione verde e cartellonistica)
Progetti Collaterali “Pane del Pellegrino”, piattaforma web, rete “Custodi del Cammino”
Promozione Internazionale Presentazione ufficiale a Fieracavalli di Verona (novembre 2026)

Nuova segnaletica compostellana e rete dei Custodi

I primi operativi sul campo per garantire sicurezza e fruibilità saranno gli operai del Corpo Forestale Regionale e gli stessi sindaci dei Comuni firmatari, nominati primi “Custodi del Cammino”:

«Il Cammino di San Giacomo possiede tutte le caratteristiche per affermarsi come modello di sviluppo integrato per la Sicilia interna, capace di saldare assieme fede, civiltà contadina, cultura e turismo sostenibile. L’obiettivo prioritario è consentire al viandante di entrare in contatto diretto con la vitalità delle comunità locali e con le filiere d’eccellenza che custodiscono queste terre».
— On. Luca Sammartino, Vicepresidente della Regione Siciliana

Il cronoprogramma prevede l’ultimazione dei cantieri di pulizia dei varchi, decoro urbano e posa dei supporti informativi entro la fine di ottobre:

  • Installazione di una segnaletica uniforme con i classici colori giallo e blu che richiamano la tradizione del cammino jacobeo internazionale;
  • Posa di 317 “frecce di conforto” nei crocevia rurali e negli snodi più complessi del tragitto;
  • Collocazione di 403 frecce di tappa recanti l’indicazione chilometrica progressiva ogni 500 metri;
  • Montaggio di 115 cartelli stradali agli incroci carrabili principali e posizionamento di 26 pietre miliari monumentali;
  • Cartelloni didattici nei punti di sosta dotati di QR Code per l’accesso immediato da smartphone a mappe, servizi logistici, punti ristoro e schede culturali;
  • Lancio del “Pane del Pellegrino”, ricetta identitaria che accompagnerà i camminatori, affiancata da una piattaforma web multilingue e da uno spot video destinato alla promozione sui circuiti esteri.

La benedizione della Chiesa e la vetrina di Fieracavalli

All’incontro calatino hanno preso parte il dirigente generale del Dipartimento Sviluppo Rurale Alberto Pulizzi, l’ideatore storico del percorso Totò Trumino (membro della Confraternita di San Jacopo di Compostella), il primo cittadino di Caltagirone Fabio Roccuzzo e gli amministratori del comprensorio.

Forte la convergenza pastorale manifestata dalla Conferenza Episcopale Siciliana attraverso l’intervento del presidente della CESi e vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, affiancato dai vescovi Calogero Peri (Caltagirone), Rosario Gisana (Piazza Armerina), Giuseppe Schillaci (Nicosia) e Guglielmo Giombanco (Patti):

«Il pellegrinaggio cristiano è primariamente un cammino interiore che dischiude all’incontro autentico con l’altro, con i luoghi e con le radici più profonde della nostra terra. Come Chiesa siciliana sosteniamo con favore un’iniziativa capace di rigenerare relazioni umane e comunitarie nell’entroterra dell’Isola».
— Mons. Antonino Raspanti, Presidente CESi e Vescovo di Acireale

Nel mese di novembre il Cammino di San Giacomo vivrà il suo debutto promozionale nazionale in occasione di Fieracavalli a Verona, dove sarà promosso quale percorso polivalente da vivere a piedi, in sella a una bicicletta o a cavallo lungo le antiche ippovie siciliane.

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