Aeroporto di Catania riaperto dopo l’eruzione dell’Etna: spazi aerei C1 e B3 di nuovo operativi. Ma sui disagi restano le criticità
orna pienamente operativo l'aeroporto internazionale "Vincenzo Bellini" di Catania: la Sac ha comunicato la riapertura immediata degli spazi aerei C1 e B3 dopo l'attenuazione dell'emissione di cenere dall'Etna. L'Ingv Osservatorio Etneo ha declassato il bollettino Vona da rosso ad arancione, pur segnalando valori medi del tremore vulcanico. Nonostante la ripresa dei voli, riesplodono le polemiche sulla gestione logistica dell'emergenza: per i voli deviati su Palermo ai viaggiatori è stato chiesto nuovamente di raggiungere Catania con mezzi propri, riproponendo i disservizi delle scorse settimane.

È tornato operativo l’aeroporto di Catania con la riapertura degli spazi aerei C1 e B3 che erano stati chiusi per l’eruzione in corso sull’Etna. Lo comunica la Sac, la società che gestisce lo scalo, comunicando che «sono ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo con effetto immediato» e invitando i passeggeri a «verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree».
Dai crateri sommitali del vulcano continua l’emissione di cenere, ma in maniera più debole, mentre il tremore che segnala l’energia di risalita del magma nei condotti interni dell’edificio vulcanico è in risalita e oscilla su valori medi. L’attività in corso ha fatto emettere dall’Ingv Osservatorio etneo di Catania un nuovo avviso per il volo, il Vona (Volcano observatory notice for aviation), che è diminuito da rosso ad arancione, il terzo grado di allerta su una scala di quattro.
Sul fronte dei disagi, però, nei giorni di emergenza le criticità emerse il mese scorso non sono state rimosse. Segno che quel “disastro” non è servito a nulla. Solo per fare un esempio: per i voli dirottati a Palermo, ai passeggeri è stato chiesto anche stavolta di provvedere in proprio per il viaggio di ritorno in auto.





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