Messina, sub disperso a Torre Faro: in mattinata immersioni dei sommozzatori
Proseguono a pieno ritmo e senza sosta le ricerche del subacqueo disperso nelle acque di Torre Faro, a Messina. Durante la notte il dispositivo di soccorso coordinato dalla Guardia Costiera è stato potenziato con una vedetta della Guardia di Finanza e con le perlustrazioni aeree di un elicottero decollato dalla base di Catania, dotato di visori termici a infrarossi. Con il sorgere del sole entrano in azione anche i sommozzatori del Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera di Messina per scandagliare i fondali dell'area.

MESSINA – Ore di crescente apprensione lungo la costa peloritana per le sorti di un subacqueo di cui si sono perse le tracce durante un’immersione. Risultano al momento senza esito le complesse operazioni di soccorso avviate nelle acque antistanti Torre Faro, all’imboccatura settentrionale dello Stretto di Messina, dove da ore è attivo un dispositivo interforze per il pattugliamento navale, aereo e subacqueo.
La macchina delle ricerche, coordinata dalla Guardia Costiera – Capitaneria di Porto di Messina, non ha interrotto le perlustrazioni neppure durante le ore notturne, registrando un ulteriore potenziamento degli assetti operativi per scandagliare il tratto di mare caratterizzato da forti e mutevoli correnti.
Il dispositivo notturno: motovedette e l’elicottero con infrarossi da Catania
Per massimizzare le probabilità di intercettamento anche in condizioni di scarsa visibilità, la sala operativa ha disposto l’intervento congiunto di reparti navali e componenti di volo:
- Nel corso della notte all’attività delle due unità navali della Guardia Costiera già operative in zona si è aggiunta una vedetta della Guardia di Finanza, formando una cintura di pattugliamento continuo;
- Dalla base aeromobili di Catania è decollato d’urgenza un elicottero della Guardia Costiera, che ha condotto prolungati sorvoli a bassa quota avvalendosi di moderni dispositivi optoelettronici con visori termici e a infrarossi per individuare eventuali fonti di calore in superficie;
- Le ricognizioni hanno battuto a largo raggio il braccio di mare tra Capo Peloro e le rotte tirreniche, senza tuttavia individuare tracce del disperso.
| Componente Operativa | Mezzi Impiegati e Compiti nelle Ricerche |
|---|---|
| Area delle Ricerche | Specchio acqueo di Torre Faro (Messina – Stretto di Messina) |
| Coordinamento | Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Messina |
| Unità Navali di Superficie | 2 motovedette della Guardia Costiera + 1 vedetta della Guardia di Finanza |
| Supporto Aereo | Elicottero Guardia Costiera (decollato da Catania) con visore a infrarossi |
| Squadra Subacquea | Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina |
| Stato delle Operazioni | In corso a oltranza senza sosta |
La fase diurna: in azione i sommozzatori per battere i fondali
Con il sopraggiungere della luce del giorno, la strategia di ricerca è stata rimodulata per estendere il raggio d’azione anche sotto il pelo dell’acqua:
Il piano d’intervento per la giornata prevede una nuova serie di sorvoli aerei mirati lungo le direttrici delle correnti marine dello Stretto. Parallelamente, è entrato in azione il Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera di Messina: i subacquei specializzati effettueranno immersioni sistematiche nelle batimetriche e nei punti d’immersione segnalati, per verificare la presenza di ostacoli o anfratti rocciosi sul fondale.
I soccorritori continuano a operare senza sosta, mentre a riva proseguono le attività informative per raccogliere testimonianze o elementi utili a ricostruire il punto esatto di discesa in mare e l’equipaggiamento utilizzato dallo sportivo.





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