Milano, Consiglio regionale cancella citazione di Mussolini dai social per l’anniversario del prefetto Mori
E' stato modificato il post del Consiglio regionale della Lombardia al centro delle polemiche per la citazione di Benito Mussolini.

Polemiche in Lombardia per un post pubblicato dal profilo Instagram del Consiglio regionale con cui si ricorda il prefetto 'di ferro' Cesare Mori - deceduto il 5 luglio 1942 - con una citazione di Benito Mussolini. "Vostra eccellenza ha carta bianca, l'autorità dello Stato deve essere assolutamente, ripeto assolutamente, ristabilita in Sicilia. Se le leggi attualmente in vigore la ostacoleranno, non costituirà un problema, noi faremo nuove leggi" la frase di Mussolini riportata dal Consiglio nel post con la sua firma e una foto di Mori. INSTAGRAM CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDIA +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++
E’ stato modificato il post del Consiglio regionale della Lombardia al centro delle polemiche per la citazione di Benito Mussolini.
Lo fa sapere il Pirellone che in una nota precisa: Nel giorno dell’anniversario di Cesare Mori, sui canali social del Consiglio regionale la Struttura Stampa ha pubblicato un post con il seguente testo: ‘#5luglio #AccaddeOggi: viene ricordato con l’appellativo di “prefetto di ferro” per i suoi metodi decisi contro chiunque infrangesse la legge.
Nel 1942 moriva Cesare Mori, nato e cresciuto a Pavia. Tra le sue più eclatanti operazioni vi fu l’assedio di Gangi nel gennaio del 1926. Nell’immagine venivano riportati una foto di Cesare Mori con a fianco il messaggio di Benito Mussolini con cui l’allora Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia affidò a Mori l’incarico di recarsi in Sicilia per combattere la mafia.
L’immagine del post iniziale è stata sostituita con una nuova immagine priva del messaggio di Benito Mussolini, a conferma che non c’è certamente da parte della Struttura Stampa del Consiglio regionale della Lombardia nessuna intenzione di revisionismo e nessuna apologia di fascismo.





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