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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Caltagirone, smantellato un “mercato delle certificazioni” per false pensioni d’invalidità. Indagati 27, tra medici e intermediari

Smantellata a Caltagirone un’organizzazione che rilasciava certificati medici falsi per ottenere indebitamente pensioni di invalidità e benefici Inps. Indagate 27 persone, tra cui medici, intermediari e beneficiari. Coinvolta l’Asp di Catania.

di Redazione 2 min di lettura
Caltagirone, smantellato un "mercato delle certificazioni" per false pensioni d'invalidità. Indagati 27, tra medici e intermediari (VIDEO)

CALTAGIRONE – Sono 27 le persone iscritte nel registro degli indagati dalla Procura di Caltagirone che ha delegato le indagini ai Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria per frode ai danni dello Stato e degli enti previdenziali. L’inchiesta, condotta tra gennaio 2020 e dicembre 2022, ha fatto emergere l’esistenza di un vero e proprio “mercato delle certificazioni”, un sistema organizzato in grado di fornire un pacchetto completo per ottenere indebitamente pensioni di invalidità civile e benefici assistenziali.

L’operazione, significativamente battezzata “All Inclusive”, ha consentito di ricostruire un meccanismo criminale che vedeva coinvolti medici, intermediari e beneficiari. Secondo gli inquirenti, specialisti del settore sanitario avrebbero rilasciato, dietro compenso, false diagnosi per patologie inesistenti o artificialmente aggravate, propedeutiche al riconoscimento di prestazioni economiche da parte dell’INPS.

Tra i 27 indagati figurano quattro medici in servizio all’Asp di Catania, un commercialista, un avvocato e un sedicente legale, oltre a numerosi privati cittadini che avrebbero usufruito indebitamente dei benefici.

Il ruolo degli intermediari

Il fulcro del sistema, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stato rappresentato da un commercialista 73enne di Scordia e da un falso avvocato 46enne di Caltagirone, che avrebbero operato da intermediari tra i richiedenti e i medici compiacenti. Questi ultimi sarebbero stati due neurologi e un fisiatra dell’ospedale “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone e uno psichiatra in servizio presso il Dipartimento di Salute Mentale.

Gli intermediari offrivano ai clienti un vero e proprio pacchetto “chiavi in mano” che includeva:

  • il rilascio di certificazioni mediche false, spesso retrodatate e basate su informazioni acquisite senza nemmeno visitare il paziente;

  • l’assistenza nella presentazione dell’istanza alla Commissione Medica dell’INPS;

  • la preparazione dei soggetti per simulare le patologie durante le visite collegiali;

  • la presenza degli stessi intermediari alle visite;

  • e persino l’assistenza legale nei procedimenti civili presso il Tribunale di Caltagirone in caso di rigetto della domanda.

Il prezzo della frode

Per ottenere questo pacchetto, i beneficiari avrebbero versato somme comprese tra i 2 mila e i 4 mila euro a persona, in cambio di certificazioni e percorsi costruiti ad hoc per ingannare le commissioni mediche e accedere alle risorse pubbliche.

L’attività investigativa ha documentato che il sistema sarebbe stato utilizzato almeno da 19 soggetti, privi dei requisiti sanitari necessari, che avrebbero così sottratto risorse destinate a chi ne aveva realmente diritto.

Le indagini proseguono per delineare l’esatta dimensione del danno erariale e le responsabilità individuali dei soggetti coinvolti.

👉 È possibile vedere l’intervista al Capitano Nastassija Magno, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Caltagirone, attraverso il link indicato.

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