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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Nebrodi, funerali rinviati: i corpi dei tre cacciatori restano a disposizione della magistratura

Restano sotto sequestro le salme dei tre cacciatori trovati morti il 28 gennaio in contrada Carìstia, nel territorio di Montagnareale. L’autorità giudiziaria non ha concesso il nulla osta ai funerali, inizialmente previsti a Patti e a San Piero Niceto. Gli inquirenti proseguono le indagini sui Nebrodi, con ulteriori accertamenti sui corpi, analisi delle celle telefoniche e verifiche sulla presenza di un compagno di caccia della vittima Antonio Gatani. L’inchiesta resta aperta.

di Redazione 1 min di lettura
Nebrodi, funerali rinviati: i corpi dei tre cacciatori restano a disposizione della magistratura

Rimandati a data da destinarsi i funerali dei tre cacciatori trovati morti il 28 gennaio scorso in contrada Carìstia di Montagnareale, sui Nedrobi, nel Messinese.

Alle famiglie è stato comunicato che i corpi rimangono a disposizione dell’autorità giudiziaria che non ha concesso il nulla osta. Proprio stamane le onoranze funebri avevano provveduto a sistemare le salme all’interno delle bare ed erano stati affissi anche i necrologi che annunciavano per la tarda mattinata di domani la partenza dall’ospedale Papardo di Messina del feretro di Antonio Gatani per raggiungere Patti, dove nel pomeriggio nella chiesa Concattedrale sarebbe stato celebrato il funerale.
Non si conosceva, invece, ancora, il giorno in cui si sarebbero tenuti i funerali per i due fratelli Giuseppe e Davis Pino di San Piero Niceto. Questa ulteriore richiesta di tempo da parte degli inquirenti lascia intendere che l’inchiesta non sia ancora chiusa e che per giungere alla verità appaiono necessari ulteriori accertamenti.

Oltre agli esami sui cadaveri, gli inquirenti continuano a cercare indizi sul luogo della strage. La zona è off limits giorno e notte, con i carabinieri che ne bloccano l’accesso. Utile per chiarire chi quella mattina si trovava in zona, è l’analisi dei numeri di cellulare che si sono agganciati alle celle telefoniche presenti in quell’aria. Rimane, comunque, da chiarire la presenza di A. S., il compagno di caccia del Gatani. Agli inquirenti sembra che abbia confermato che quella mattina era partito insieme alla vittima per andare a caccia, ma che poi l’avrebbe lasciato da solo.

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