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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Vertenza Pfizer Catania, i sindacati attaccano: “La politica locale non può più nascondersi”

Le principali sigle sindacali hanno chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio comunale di Catania, Sebastiano Anastasi, per discutere della vertenza Pfizer. Sono 370 i lavoratori interessati dalla procedura di licenziamento annunciata dall'azienda. Il 22 luglio è previsto uno sciopero generale con manifestazioni a Catania e Roma.

di Redazione 2 min di lettura
Vertenza Pfizer Catania, i sindacati attaccano: "La politica locale non può più nascondersi"

CATANIA – La vertenza che interessa lo stabilimento Pfizer di Catania approda anche a Palazzo degli Elefanti. Le principali organizzazioni sindacali di categoria hanno infatti chiesto un incontro urgente con il presidente del Consiglio comunale, Sebastiano Anastasi, affinché anche le istituzioni cittadine prendano una posizione chiara sulla vicenda che coinvolge 370 lavoratori, tra dipendenti diretti e somministrati.

A firmare la richiesta sono Jerry Magno (Filctem Cgil), Stefano Trimboli (Femca Cisl), Alfio Avellino (Uiltec Uil), Carmelo Giuffrida (Ugl Chimici) e Giuseppe La Mendola (Cisal), che parlano di una «coltre di silenzio» calata finora sulla decisione della multinazionale di procedere con gli esuberi.

Secondo i sindacati, sono a rischio 330 dipendenti diretti dello stabilimento e 40 lavoratori somministrati tramite Randstad, con pesanti ripercussioni sull’intero tessuto economico e sociale del territorio.

«Quarant’anni di sacrifici, professionalità e competenze rischiano di essere cancellati con una firma – scrivono i rappresentanti sindacali –. Dietro questi freddi numeri di “esubero” ci sono persone, famiglie e il futuro economico e sociale dell’intero territorio».

Le organizzazioni dei lavoratori ricordano come il sito produttivo abbia già subito negli ultimi anni un progressivo ridimensionamento, culminato con la chiusura del reparto Penicillinico e con l’annuncio della procedura di licenziamento collettivo.

Il calendario della mobilitazione

La protesta entrerà nel vivo nei prossimi giorni. Dopo l’assemblea dei lavoratori svoltasi il 9 luglio, è in programma un sit-in il 17 luglio davanti ai cancelli dello stabilimento.

Il momento più importante è fissato per il 22 luglio, quando è stato proclamato uno sciopero generale con manifestazioni sia a Catania sia a Roma.

Nella capitale una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali parteciperà al tavolo convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, promosso dal ministro Adolfo Urso, incontro richiesto anche grazie all’interessamento del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

«Anche il Comune faccia la sua parte»

Per le organizzazioni sindacali, tuttavia, il confronto con il Governo nazionale non basta. Da qui la richiesta di coinvolgere anche il Consiglio comunale di Catania.

«La situazione è molto grave – concludono i segretari – e il governo cittadino non può restare in silenzio».

Ora la decisione spetta al presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, chiamato a valutare la richiesta di un confronto istituzionale su una vertenza che potrebbe avere pesanti conseguenze occupazionali per il territorio etneo.

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