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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Cardiologia d’avanguardia ad Acireale: impiantato defibrillatore sottocutaneo su un giovane paziente di 32 anni

All’Ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale è stato impiantato un defibrillatore cardiaco sottocutaneo a un paziente di 32 anni affetto da cardiopatia dilatativa. Il dispositivo protegge dalle aritmie potenzialmente letali senza elettrocateteri all’interno del cuore.

di Redazione 2 min di lettura
Cardiologia d'avanguardia ad Acireale: impiantato defibrillatore sottocutaneo su un giovane paziente di 32 anni

ACIREALE – Un defibrillatore cardiaco sottocutaneo di ultima generazione è stato impiantato con successo a un paziente di 32 anni affetto da una grave forma di cardiopatia dilatativa. L’intervento è stato eseguito all’Ospedale “Santa Marta e Santa Venera” di Acireale dall’équipe di Elettrostimolazione e Aritmologia.

Il risultato segna un nuovo passo nel potenziamento dell’Unità operativa complessa di Cardiologia, diretta da Marco Messina, e permette di offrire anche sul territorio acese trattamenti ad alta complessità per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa.

Come funziona il defibrillatore sottocutaneo

Il dispositivo impiantato, denominato S-ICD, controlla costantemente l’attività elettrica del cuore. In presenza di un’aritmia ventricolare potenzialmente letale, è in grado di erogare una scarica elettrica per tentare di ripristinare il normale ritmo cardiaco.

A differenza dei defibrillatori transvenosi tradizionali, il sistema sottocutaneo non richiede l’inserimento di elettrocateteri all’interno delle vene e delle cavità cardiache. Il generatore e il relativo elettrodo vengono posizionati sotto la pelle del torace.

Questa tecnica evita le complicanze direttamente legate alla presenza di cateteri nel sistema vascolare e riduce il rischio di infezioni endovascolari. La scelta dell’S-ICD viene effettuata dopo un’attenta valutazione clinica, in particolare nei pazienti che non necessitano di una stimolazione cardiaca permanente.

Un percorso terapeutico personalizzato

L’intervento rappresenta il punto conclusivo di un percorso assistenziale costruito sulle specifiche condizioni del giovane paziente.

Prima dell’impianto, il trentaduenne è stato seguito dall’Ambulatorio dello Scompenso cardiaco, coordinato da Flavia Strano. In questa fase sono state stabilizzate le condizioni cliniche e ottimizzata la terapia farmacologica.

Il paziente è stato inoltre sottoposto agli approfondimenti diagnostici e genetici necessari per definire la natura della cardiopatia e valutare il rischio di aritmie ventricolari. Soltanto al termine di questi accertamenti è stato individuato il momento più appropriato per procedere.

Il lavoro dell’équipe multidisciplinare

Il percorso ha richiesto la collaborazione tra cardiologi clinici, specialisti dello scompenso cardiaco, aritmologi e personale infermieristico.

L’integrazione delle diverse competenze ha consentito di accompagnare il giovane dalla fase diagnostica all’impianto del dispositivo, garantendo continuità assistenziale e una terapia adeguata alle sue esigenze.

Il modello multidisciplinare adottato dall’ospedale punta a offrire cure sempre più personalizzate, riducendo contemporaneamente la necessità per i pazienti della zona di rivolgersi a strutture sanitarie distanti.

Il nuovo Servizio di Elettrostimolazione e Aritmologia

L’intervento si inserisce nel progetto di potenziamento della cardiologia dell’Asp di Catania. Nel marzo scorso è stato attivato presso l’Ospedale di Acireale il Servizio di Elettrostimolazione e Aritmologia, coordinato da Elio Caruso.

La struttura permette di effettuare prestazioni specialistiche di elevata complessità, tra cui l’impianto di pacemaker sia in regime programmato sia nelle situazioni di urgenza.

Con il primo impianto di un defibrillatore sottocutaneo viene ampliata ulteriormente l’offerta assistenziale del “Santa Marta e Santa Venera”, rafforzando il ruolo del presidio nella diagnosi e nel trattamento delle patologie cardiache complesse.

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