S. M. di Licodia, arresti per caporalato: fermate 5 persone. C’è anche una donna
litz dei Carabinieri dell'Elicottero e della Compagnia di Nicosia all'alba a Santa Maria di Licodia. Fermate cinque persone, tra cui una donna, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Enna contro il caporalato nelle campagne, collegata al recente blitz di Regalbuto.

SANTA MARIA DI LICODIA – Un’alba concitata e caratterizzata dal sorvolo a bassa quota di un elicottero dell’Arma ha svegliato oggi la comunità di Santa Maria di Licodia. I Carabinieri della Compagnia di Nicosia e i militari della locale Stazione hanno fatto scattare un blitz ad alta intensità nel centro cittadino, culminato con l’esecuzione di cinque provvedimenti di fermo nei confronti di altrettante persone, tra le quali figura anche una donna.
Sui dettagli operativi e sulle contestazioni specifiche la Procura della Repubblica di Enna, che coordina le indagini, mantiene il massimo riserbo investigativo. Tuttavia, secondo quanto si apprende da indiscrezioni qualificate, i fermi sarebbero direttamente riconducibili a una complessa e articolata inchiesta finalizzata al contrasto del fenomeno del caporalato e dello sfruttamento del lavoro agricolo nelle campagne comprese tra l’Ennese e il Catanese.
Il collegamento con l’operazione a Regalbuto
L’azione d’impatto eseguita questa mattina rappresenta il prosieguo diretto di una più vasta attività investigativa portata a termine soltanto una settimana fa nel territorio di Regalbuto, sotto la medesima direzione della Magistratura ennese.
In quell’occasione, il blitz contro la filiera dello sfruttamento nei campi portò all’emissione di ordinanze di custodia cautelare a carico di quattro cittadini di nazionalità rumena, tutti residenti a Biancavilla (uno sottoposto agli arresti domiciliari con l’ausilio del braccialetto elettronico e tre colpiti dalla misura dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria).
Le risultanze investigative delle ultime ore sembrano confermare l’esistenza di un’interconnessione tra i gruppi operanti nell’area pedemontana etnea e i terreni agricoli dell’entroterra siciliano.





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