Ferrovia delle Arance, il M5S di Paternò: “Riapertura solo con un piano industriale, altrimenti greenway”
Il M5S di Paternò, guidato da Salvo La Delfa, interviene sul futuro della storica "Ferrovia delle Arance" (tratta Motta Sant'Anastasia-Regalbuto). La proposta divide la linea in due: riconversione in greenway e ciclovia per il tratto Schettino-Regalbuto (già soppresso dal MIT) e rilancio commerciale per la sezione Motta-Paternò solo in presenza di un piano industriale per la zona ASI, in alternativa pista ciclabile anche per questo segmento.

PATERNÒ – Uscire dalla logica degli slogan e affrontare il destino delle infrastrutture dismesse con un approccio pragmatico e ancorato allo stato giuridico ed economico dei luoghi. Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Paternò, guidato dal referente cittadino Salvo La Delfa, interviene nel dibattito sul futuro della “Ferrovia delle Arance”, la storica linea ferrata che unisce la stazione di Motta Sant’Anastasia a Regalbuto, attraversando il cuore produttivo e rurale del comprensorio etneo e dell’Ennese.
Secondo la disamina pentastellata, il tracciato non può essere trattato come un unicum indistinto, ma richiede una netta differenziazione tecnica e progettuale tra i due segmenti che compongono l’opera.
Tratto Schettino-Regalbuto: vocazione greenway e turismo lento
Per la porzione che va dalla stazione di Schettino fino al capolinea di Regalbuto, il quadro normativo è già tracciato da oltre un decennio. La tratta risulta infatti formalmente e definitivamente soppressa con apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) emanato nel 2014.
Alla luce della perdita del vincolo di esercizio ferroviario, il M5S individua come sbocco naturale la riconversione in greenway: un grande corridoio verde ciclo-pedonale destinato alla fruizione turistica sostenibile, alla valorizzazione dell’ambiente fluviale del Simeto e alla riscoperta dei manufatti storici di archeologia industriale disseminati lungo il percorso.
Tratto Motta-Paternò: il nodo dello sviluppo industriale e della zona ASI
Diverso e più articolato è lo scenario che interessa il segmento compreso tra Motta Sant’Anastasia e Paternò. Questa sezione di linea, pur versando in uno stato di totale abbandono e di fatto inutilizzabile, non è mai stata soppressa con atto formale e mantiene intatta la propria destinazione d’uso ferroviaria.
| Tratta Ferroviaria | Stato Giuridico Attuale | Proposta Operativa M5S |
|---|---|---|
| Schettino – Regalbuto | Tratta soppressa (Decreto MIT 2014) | Riconversione integrale in Greenway e ciclovia naturalistica |
| Motta S. Anastasia – Paternò | Destinazione ferroviaria attiva (inutilizzata) | Ripristino merci/commerciale vincolato a piano industriale ASI; in subordine, greenway |
Per i pentastellati paternesi, un eventuale investimento sul ripristino dell’esercizio commerciale o del trasporto merci su questo binario non può ridursi a un mero maquillage manutentivo:
«La riattivazione della linea Motta-Paternò non può configurarsi come un intervento ordinario a sé stante: ha un senso economico e trasportistico esclusivamente se inserita all’interno di un piano industriale strategico di lungo respiro, capace di connettersi in modo organico con il rilancio della zona ASI e con una profonda riconversione della filiera produttiva locale».
— Movimento 5 Stelle Paternò
Qualora tale visione d’insieme e la relativa pianificazione industriale dovessero mancare, il Movimento avverte che anche per il primo troncone l’unica alternativa sensata e percorribile resterebbe l’estensione del percorso ciclo-turistico, evitando che l’infrastruttura continui a rappresentare una ferita e una criticità di degrado per il territorio.





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