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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Adrano, uccideva i cani e li gettava nei sacchi: 47enne denunciato e ricoverato in clinica psichiatrica

Scena raccapricciante ad Adrano: la Polizia di Stato ha scoperto una vera e propria mattanza di cani all'interno dell'abitazione di un 47enne con precedenti penali e problemi psichiatrici. Rinvenuti sacchi con carcasse parzialmente bruciate, cinte al collo e un palo di ferro intriso di sangue sulla terrazza. L'uomo è stato denunciato per uccisione aggravata di animali e ricoverato in TSO. Indagini sui microchip dei cani, non intestati all'indagato; salvato un terzo esemplare malnutrito.

di Redazione 3 min di lettura
Adrano, uccideva i cani e li gettava nei sacchi: 47enne denunciato e ricoverato in clinica psichiatrica

ADRANO – Non un singolo e isolato gesto di crudeltà, ma una sistematica e brutale mattanza consumata nel perimetro domestico di un’abitazione nel centro di Adrano. È il quadro raccapricciante ricostruito dagli agenti del Commissariato di Polizia di Stato di Adrano, intervenuti a seguito dei reiterati esposti presentati dai residenti del quartiere, allarmati dai continui guaiti provenienti dall’immobile del vicino di casa, animali che poi sparivano nel nulla senza lasciare traccia.

Giunti tempestivamente nell’area segnalata, i poliziotti hanno immediatamente individuato i riscontri del macabro scenario: all’esterno dell’edificio, accanto ai contenitori per la raccolta della frazione organica, era stato abbandonato un grosso sacco di plastica azzurro, maleodorante e gocciolante. Al suo interno, alla presenza dei sanitari del Servizio Veterinario dell’Asp di Catania, è stata rinvenuta la carcassa di un cane parzialmente bruciata con una cintura per pantaloni ancora serrata attorno al collo. Un secondo sacco, celato nella vegetazione di un terreno incolto adiacente, conteneva i resti di un altro esemplare in avanzato stadio di decomposizione.

La terrazza degli orrori: fiamme, sangue e un palo di ferro

Sul posto sono confluiti i tecnici della Polizia Scientifica e il personale della Polizia Locale di Adrano. Mentre la prima carcassa è stata trasferita presso i laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Catania per gli esami autoptici e i resti del secondo animale sono stati affidati alla ditta per lo smaltimento, gli agenti hanno fatto irruzione nell’appartamento occupato da un 47enne del posto:

  • Gli ambienti interni erano pervasi da un lezzo nauseabondo persistente;
  • Sulla terrazza sono state repertate vistose chiazze ematiche e residui di combustione ancora fumanti tra pozze d’acqua stagnante;
  • Sequestrato un pesante palo di ferro intriso di sangue e frammenti di pelo, individuato come l’arma impiegata per infierire sugli animali e condurli alla morte.
Elemento / Reperto Dettagli del Rinvenimento Destinazione / Provvedimento
1° Cane (Carcassa) Parzialmente bruciato con cintura stretta al collo in un sacco Trasferito all’Istituto Zooprofilattico di Catania per perizia
2° Cane (Resti) In avanzato stato di decomposizione in sacco abbandonato Smaltimento tramite ditta convenzionata
3° Cane (Superstite) Meticcio bianco malnutrito vagante dinanzi allo stabile Soccorso, curato e trasferito in canile convenzionato
Arma del Delitto Palo di ferro sporco di sangue e peli rinvenuto in terrazza Posto sotto sequestro probatorio dalla Polizia
Indagato (47 anni) Pregiudicati per reati contro persona/patrimonio, ammonito dal Questore Denuncia per uccisione di animali + Ricovero in TSO

Denuncia per uccisione aggravata e ricovero in TSO: il giallo dei microchip

L’uomo – già noto alle forze dell’ordine per precedenti di polizia contro la persona e il patrimonio, nonché destinatario in passato di un ammonimento del Questore per condotte violente in ambito domestico – è stato condotto negli uffici del Commissariato. Considerate le marcate alterazioni psichiche manifestate, il personale del Dipartimento di Salute Mentale di Adrano ne ha disposto il ricovero ospedaliero con la procedura del Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO).

Il 47enne è stato formalmente deferito alla Procura della Repubblica con l’accusa di uccisione aggravata di animali (art. 544-bis c.p.). L’inchiesta tuttavia è destinata ad ampliarsi: dai controlli veterinari è emerso che tutti e tre i cani (i due deceduti e un meticcio bianco malnutrito trovato ancora vivo all’esterno) erano provvisti di regolare microchip identificativo, ma nessuno di essi risultava intestato all’indagato. Gli investigatori stanno accertando la provenienza degli animali per verificare se siano stati sottratti ai legittimi proprietari o ceduti incautamente, nonché per escludere l’esistenza di ulteriori episodi analoghi.

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