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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Riposto, morte di Noemi Impellizzeri: entrano in campo i Ris di Messina

Nuova svolta nelle indagini sulla morte di Noemi Impellizzeri a Riposto: da lunedì entrano in azione gli specialisti del Ris di Messina. L'indagato per omicidio Tony Proietto si professa innocente e consegna il telefono con gli ultimi messaggi d'addio in cui Noemi gli affidava i figli e il gatto. Di segno opposto la famiglia: il consulente di parte, dopo i rilievi dell'autopsia, esclude categoricamente l'impiccagione.

di Redazione 2 min di lettura
Riposto, morte di Noemi Impellizzeri: entrano in campo i Ris di Messina

RIPOSTO – Le indagini sulla tragica scomparsa di Noemi Impellizzeri, la 33enne rinvenuta priva di vita nella sua abitazione di Riposto lo scorso 23 agosto, imboccano un passaggio cruciale. A partire dalla prossima settimana, il quadro probatorio si arricchirà del fondamentale contributo scientifico dei militari del R.I.S. (Reparto Investigazioni Scientifiche) dei Carabinieri di Messina, chiamati a eseguire accertamenti tecnici e rilievi specialistici sui reperti e all’interno dell’immobile per fare piena luce sulle dinamiche del decesso.

Nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio rimane iscritto Tony Proietto, amico della vittima, il quale continua a respingere con assoluta fermezza ogni addebito, professando la propria totale innocenza.

Gli sms consegnati agli inquirenti: «Mi affidò i figli e il gatto»

A supporto della propria linea difensiva, l’uomo ha consegnato spontaneamente alle forze dell’ordine il proprio smartphone, mettendo a disposizione degli inquirenti i tabulati e la messaggistica istantanea intercorsa con la 33enne:

  • Nei testi inviati a Proietto durante la notte precedente al ritrovamento del cadavere, Noemi avrebbe manifestato esplicitamente la volontà di compiere un gesto estremo;
  • Nelle medesime comunicazioni, la donna gli avrebbe chiesto di prendersi cura dei suoi tre figli minori e del gatto di famiglia;
  • Elementi che la difesa dell’indagato considera prove inconfutabili dell’intento autolesionistico della giovane madre.
Fronte / Ambito Elementi Emersi / Posizioni Verifiche Tecniche
Attività Scientifica Intervento dei Carabinieri del RIS di Messina Accertamenti tecnici irripetibili e analisi forensi sui reperti
Difesa Indagato (Tony Proietto) Rigetto accusa omicidio; consegna smartphone con sms d’addio Perizia informatica su orari di invio e contenuto delle chat
Famiglia della Vittima Opposizione totale alla tesi del gesto volontario Consulente di parte esclude il decesso per impiccagione
Esame Autoptico Eseguito dal medico legale dott. Giuseppe Ragazzi Quadro peritale non univoco al vaglio della Procura di Catania

La famiglia non crede al suicidio: «L’autopsia esclude l’impiccagione»

Di orientamento diametralmente opposto è la posizione assunta dai congiunti di Noemi Impellizzeri. I familiari della vittima rifiutano categoricamente la pista del suicidio e si affidano ai rilievi formulati dal proprio consulente tecnico di parte:

Il perito nominato dalla famiglia, dopo aver preso parte e analizzato le risultanze dell’autopsia eseguita dal medico legale della Procura, il dott. Giuseppe Ragazzi, avrebbe formalmente scartato l’ipotesi che la causa della morte sia riconducibile a un’impiccagione.

Una divergenza tecnica che accresce i punti oscuri e rende determinanti le analisi di laboratorio affidate al Ris di Messina e la relazione conclusiva medico-legale per definire la verità sulla drammatica morte della giovane madre ripostese.

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