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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Amore e braccialetto elettronico a Catania: si rivedono nonostante il divieto, denunciati entrambi

Notte movimentata lungo il viale Mario Rapisardi a Catania: durante un posto di controllo i Carabinieri hanno fermato un'auto a bordo della quale viaggiavano un 30enne e una 28enne. I militari hanno notato alla caviglia dell'uomo il braccialetto elettronico collegato al divieto di avvicinamento a carico della stessa passeggera con limite minimo di un chilometro. Nonostante le giustificazioni dei due («Ci siamo riappacificati e abbiamo chiesto la revoca»), per entrambi è scattata la denuncia all'Autorità Giudiziaria per violazione del divieto di avvicinamento in concorso.

di Redazione 2 min di lettura
Amore e braccialetto elettronico a Catania: si rivedono nonostante il divieto, denunciati entrambi

CATANIA – Un posto di blocco notturno lungo una delle arterie viarie più trafficate del capoluogo etneo ha portato alla luce un singolare e rischioso cortocircuito normativo. I Carabinieri, durante un servizio di perlustrazione e controllo della circolazione stradale posizionato in condizioni di sicurezza lungo il viale Mario Rapisardi a Catania, hanno intimato l’alt a un’autovettura in transito a bordo della quale viaggiavano un uomo di 30 anni e una giovane donna di 28 anni.

A insospettire immediatamente i militari operanti durante la verifica documentale è stato un particolare visibile alla caviglia dell’uomo: la presenza di un dispositivo di controllo elettronico (braccialetto antistalking) applicato sul corpo del conducente.

Il divieto di un chilometro e la riappacificazione non formalizzata

Interrogato sul motivo della presenza dell’apparato di sorveglianza a distanza, il 30enne ha spiegato senza esitazioni di essere sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento con controllo elettronico, con l’obbligo tassativo di mantenere una distanza minima non inferiore a un chilometro dalla sua ex compagna e dai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati:

  • La persona offesa tutelata dal provvedimento giudiziario era proprio la ragazza di 28 anni seduta accanto a lui nell’abitacolo;
  • I due hanno cercato di giustificare la palese infrazione spiegando ai militari di essersi riappacificati da pochi giorni e di aver concordato di comune accordo di riprendere a frequentarsi;
  • La coppia ha inoltre asserito di aver già avanzato formale istanza per ottenere l’annullamento o la revoca della misura restrittiva con l’intenzione di ritornare insieme.

La misura era pienamente attiva: scatta la denuncia a due

I tempestivi riscontri avviati dai militari dell’Arma in raccordo con la Centrale Operativa hanno fugato ogni dubbio sullo status giuridico della prescrizione: il provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria a carico del 30enne risultava pienamente vigente ed esecutivo sin dallo scorso mese di giugno, senza alcun provvedimento di revoca o sospensione da parte del giudice competente.

La giurisprudenza in materia di tutele del “Codice Rosso” ribadisce che la volontà privata delle parti o il temporaneo riavvicinamento non possono annullare autonomamente gli effetti di un’ordinanza cautelare, la cui violazione integra fattispecie penalmente rilevante a salvaguardia dell’ordine giudiziario.

Al termine delle formalità di rito espletate presso gli uffici dell’Arma, per il 30enne e per la compagna 28enne è scattato il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Catania per l’ipotesi di reato di violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa in concorso (ferma restando la presunzione di innocenza sino a eventuale condanna definitiva).

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