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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

“Occhiali anticaduta” made in Genova per prevenire le cadute negli anziani

StabiLens è un prototipo di occhiali intelligenti progettato a Genova per monitorare il cammino degli anziani e individuare possibili segnali di un maggiore rischio di caduta.

di Redazione 4 min di lettura
Prototipo degli occhiali StabiLens per prevenire le cadute negli anziani

StabiLens è ancora nella fase prototipale e punta a supportare la valutazione del rischio di caduta.

GENOVA – Un paio di occhiali intelligenti capace di osservare il modo in cui una persona anziana cammina, raccogliere dati durante la giornata e individuare possibili segnali di un aumento del rischio di caduta. È l’obiettivo di StabiLens, il progetto dell’azienda genovese Fonda Srl Società Benefit dedicato alla prevenzione delle cadute nell’anziano fragile.

Il dispositivo è ancora in fase di sviluppo e non è un prodotto già disponibile sul mercato. Dopo la realizzazione del primo prototipo, i progettisti stanno lavorando a una revisione sostanziale dell’hardware per arrivare a una versione preindustriale.

Le cadute, un problema sanitario mondiale

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, ogni anno nel mondo si verificano circa 684 mila cadute mortali. Le cadute rappresentano la seconda causa globale di morte per trauma involontario, dopo gli incidenti stradali, mentre gli adulti con più di 60 anni registrano il maggior numero di episodi con esito fatale.

L’Oms stima inoltre che ogni anno 37,3 milioni di cadute siano abbastanza gravi da richiedere assistenza medica. Per gli anziani le conseguenze possono comprendere fratture, perdita di autonomia, disabilità e necessità di assistenza prolungata. Tra i fattori di rischio figurano problemi di equilibrio e mobilità, riduzione della vista, alcune patologie, effetti dei farmaci e ambienti domestici non adeguati.

Come funzionerebbero gli occhiali StabiLens

StabiLens nasce per monitorare il modello del cammino della persona anziana e riconoscere eventuali variazioni potenzialmente associate a un maggiore rischio di caduta. L’obiettivo non è intervenire quando l’incidente si è già verificato, ma fornire informazioni che possano aiutare il medico a valutare più precocemente i cambiamenti funzionali.

Il sistema combina tre elementi: l’occhiale indossabile, una custodia dotata di capacità di elaborazione locale e una piattaforma informatica in cloud. I dati raccolti durante l’utilizzo vengono inizialmente memorizzati sull’occhiale.

Quando il dispositivo viene riposto nella custodia per ricaricare la batteria, le informazioni sono trasferite al sistema di elaborazione. Successivamente, i dati vengono inviati in cloud e analizzati attraverso un software basato sull’intelligenza artificiale.

La componente installata nella custodia viene definita “edge processing”: una parte dell’elaborazione avviene quindi vicino al dispositivo, prima del successivo passaggio al sistema cloud destinato alle analisi più complesse.

L’intelligenza artificiale a supporto del medico

«StabiLens è un occhiale volto a monitorare il modello secondo il quale una persona anziana cammina per poterne prevedere eventuali rischi di caduta», spiega Michele Jurilli, amministratore delegato di Fonda.

Secondo il bioingegnere Lorenzo Muzzi, dell’area Ricerca, sviluppo e qualità dell’azienda, il software dovrebbe elaborare i dati raccolti per favorire l’intervento del medico. La tecnologia viene quindi progettata come strumento di supporto alla valutazione sanitaria e non come sostituto del professionista.

Il progetto punta inoltre a ottimizzare il residuo visivo e a contrastare il declino funzionale della vista associato all’invecchiamento, alle patologie oculari e al progressivo disuso delle capacità visive.

La collaborazione con l’Università di Genova

Lo sviluppo coinvolge la Clinica neurologica dell’Università di Genova, il Dipartimento di Ingegneria navale, elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni, conosciuto come Diten, e le competenze accademiche nel campo dell’ingegneria meccanica.

La collaborazione tra medici, bioingegneri e progettisti dovrebbe permettere di integrare nello stesso dispositivo il monitoraggio del cammino, l’analisi dei dati e le soluzioni ottiche rivolte alle persone con una vista fragile.

Dalla riabilitazione visiva al concetto di “vista fragile”

Il nome dell’azienda richiama Gerald Fonda, l’oculista statunitense che contribuì allo sviluppo di soluzioni capaci di valorizzare il residuo visivo delle persone affette da ipovisione, permettendo loro di conservare un maggiore grado di autonomia.

Le sue pratiche furono portate in Italia da Biagio Jurilli e applicate nel suo centro ottico di Genova. Da quell’esperienza è maturata l’idea di intervenire con ausili adeguati già nelle fasi iniziali delle patologie visive.

Michele Jurilli, figlio di Biagio, ha quindi promosso il concetto di “vista fragile”, rivolto non soltanto alle persone con ipovisione avanzata, ma anche a coloro che iniziano a manifestare una riduzione delle capacità visive.

Il sostegno della Regione Liguria e dei fondi europei

StabiLens è sviluppato nell’ambito del Polo Ligure Scienze della Vita e beneficia del sostegno dei fondi europei di coesione destinati alla ricerca, all’innovazione e all’introduzione di nuove tecnologie. Le risorse sono gestite dalla Finanziaria ligure per lo sviluppo economico, Filse, per conto della Regione Liguria.

«Con questo intervento sosteniamo un progetto che coniuga innovazione tecnologica e impatto sociale, mettendo la ricerca al servizio della qualità della vita delle persone più fragili», afferma l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana.

Non sono stati indicati tempi per l’eventuale commercializzazione. Il passaggio al prototipo preindustriale dovrà precedere le successive verifiche sulle prestazioni, sull’affidabilità e sull’utilizzo del sistema in ambito sanitario.

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