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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Elly Schlein: «Io ci sono, non ho paura di nulla. Né delle primarie né di Palazzo Chigi»

Davanti a circa 10 mila persone a Campovolo per la chiusura della Festa nazionale dell'Unità di Reggio Emilia, Elly Schlein lancia la sfida a Giorgia Meloni e definisce la rotta del centrosinistra verso le elezioni. La segretaria dem si dice pronta a correre per Palazzo Chigi anche passando dalle primarie («se le faremo, le vinceremo»), sbarra la porta alle larghe intese e sollecita gli alleati ad accelerare sul programma comune. Ferma la risposta a Giuseppe Conte: confermato il sostegno al popolo ucraino aggredito dalla Russia, mentre all'interno del partito incassa il plauso dell'area riformista e rivendica l'unità interna al termine del quadriennio di segreteria.

di Redazione 4 min di lettura
Elly Schlein: «Io ci sono, non ho paura di nulla. Né delle primarie né di Palazzo Chigi»

REGGIO EMILIA – Un bagno di folla per serrare i ranghi del partito, archiviare la stagione dei veti interni e candidarsi ufficialmente alla guida dell’alternativa di governo. Davanti a oltre 10 mila persone accorse nell’area concerti di Campovolo per il comizio conclusivo della Festa nazionale dell’Unità di Reggio Emilia, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha tracciato il solco della contesa elettorale, sfidando direttamente la premier Giorgia Meloni e affrontando a viso aperto il nodo della futura leadership del campo progressista.

L’intervento, salutato dall’entusiasmo della platea e scandito dai cori della base militante, ha posto l’accento sulla necessità di imprimere un’accelerazione decisiva al confronto con le altre forze d’opposizione attorno a una piattaforma programmatica fondata sui principi costituzionali:

«Noi siamo e ci faremo trovare pronti in qualsiasi momento andremo al voto: è Meloni che deve dirci quando. E, visto che il suo Governo è stato inutilmente lungo, dico subito che prima è meglio è. Ora è tempo di stringere i tempi e accelerare sul programma comune: prima affiniamo i contenuti, poi decideremo con gli alleati. O si arriverà a un accordo unitario oppure faremo le primarie. E se faremo le primarie, le vinceremo. Siamo il Pd e non abbiamo mai paura del voto».


— Elvira “Elly” Schlein, segretaria nazionale del Partito Democratico

Lo stop al «pareggio» e il profilo per Palazzo Chigi

La leader dem ha voluto spazzare via le ipotesi di futuri accordi trasversali o formule di compromesso parlamentare, chiarendo la natura della sfida per la presidenza del Consiglio:

  • Rifiuto delle larghe intese: Schlein ha ribadito che il Partito Democratico intende andare al governo solo attraverso una netta vittoria alle urne, rigettando le trame di chi nell’ombra punterebbe a governi di unità nazionale;

  • La rivendicazione identitaria: la segretaria ha replicato a chi teorizza resistenze verso una figura di sinistra alla guida del Paese: «Posso solo offrire le mie aggravanti personali: donna, 40 anni, libera e non conforme agli standard convenzionali. Ma se questi pregiudizi valessero nella società reale, io non sarei qui e non avrei completato quattro anni di lavoro insieme a voi»;

  • Il richiamo a Emma Bonino: evocato l’insegnamento della storica dirigente radicale sull’essere giudicate «troppo radicali o troppo giovani», esortando la platea democratica a non temere le proprie battaglie sui diritti civili e sul lavoro.

Tema Politico Posizione Espressa dal Palco di Reggio Emilia
Governo Meloni Esecutivo al capolinea su salari, economia, sanità e gestione dell’immigrazione
Metodo di Coalizione Piattaforma su base costituzionale; accordo politico o primarie di coalizione
Assetti Istituzionali No categorico alle larghe intese; governare solo con mandato popolare
Politica Estera e Ucraina Pieno sostegno a Kiev contro l’aggressione russa, unito all’impegno di pace
Equilibri Interni Pd Traguardo di mandato quadriennale; ringraziamento a Bonaccini e alle minoranze

La replica a Giuseppe Conte e la convergenza estera con l’ala riformista

Il comizio di Campovolo ha offerto l’occasione per chiarire la rotta diplomatica e di alleanza dopo le recenti stoccate giunte dal presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che aveva criticato la centralità accordata a Matteo Renzi e messo in guardia sull’invio di forniture militari all’Ucraina:

«Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ingiustamente invaso in Ucraina dall’offensiva militare di Putin che continua ad andare avanti, riaffermando al contempo il valore dell’articolo 11 della Costituzione e il dovere della comunità internazionale di operare per ristabilire una pace giusta per i palestinesi, per gli ucraini e per gli iraniani».


— Elly Schlein

Una presa di posizione netta che ha immediatamente incassato l’approvazione pubblica dell’onorevole Lorenzo Guerini («Condivido le parole sull’Ucraina di Elly Schlein»), suggellando la concordia con la componente parlamentare di minoranza presente a Campovolo, rappresentata tra gli altri da Alfredo Bazoli, Lia Quartapelle, Simona Malpezzi e Filippo Sensi.

Quattro anni alla guida del Nazareno: «Scommettevano su sei mesi, il partito è unito»

In chiusura, Schlein ha voluto rivendicare la tenuta statutaria e la stabilità raggiunta dal Nazareno al compimento dei quattro anni di segreteria, rivolgendo un ringraziamento esplicito a Stefano Bonaccini per la cooperazione unitaria costruita dopo le primarie congressuali:

«Avevano pronosticato che non sarei durata più di sei mesi. E invece siamo al quarto discorso di chiusura della Festa nazionale: per la prima volta un segretario del Pd porta a termine il proprio mandato statutario. Oggi consegniamo all’Italia un partito più compatto e determinato che mai a dare voce a chi non si rassegna alla destra».


— Elly Schlein

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