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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Caos Etna, Pd e M5s attaccano Sac e Regione: “Incompetenza e gestione abusiva, amministratori vadano a casa”

Le immagini dei passeggeri accampati a Fontanarossa fanno il giro del mondo. Le opposizioni all'attacco: PD e M5S chiedono la rimozione dei vertici SAC e accusano la Regione di inerzia. Barbagallo: "Interrogazione parlamentare". Schillaci: "Inaccettabile l'improvvisazione".

di Redazione 3 min di lettura
Caos Etna, Pd e M5s attaccano Sac e Regione: "Incompetenza e gestione abusiva, amministratori vadano a casa"

CATANIA – Le immagini che in questi giorni stanno facendo il giro del mondo – passeggeri sdraiati sui nastri bagagli, mamme con bambini piccoli accampate sui gradini, turisti spaesati seduti sulle aiuole esterne – non raccontano solo la spettacolarità dell’eruzione dell’Etna, ma anche e soprattutto il volto di un sistema che, secondo le opposizioni, ha fallito miseramente nella gestione dell’emergenza.

A dirlo senza mezzi termini è il segretario regionale del Pd Sicilia e capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, Anthony Barbagallo, che già nelle scorse settimane aveva sollevato il caso del controllo del cda di Sac con atti ispettivi. Oggi torna all’attacco con una nuova interrogazione parlamentare, puntando il dito contro la società di gestione degli aeroporti di Catania e Comiso, i suoi amministratori e la Regione siciliana, in particolare il governatore Renato Schifani, descritto come “silente” di fronte all’emergenza.

Barbagallo: «Eruzione prevedibile, SAC e Regione in vacanza»

Barbagallo sottolinea come l’eruzione dell’Etna – il vulcano attivo più alto d’Europa – sia un fenomeno assolutamente prevedibile, non un evento imprevedibile o catastrofico. Eppure, puntualizza, non è stato predisposto per tempo alcun piano per la gestione e l’assistenza delle migliaia di passeggeri rimasti bloccati negli scali. Il risultato sono disagi insostenibili per famiglie, bambini e persone con disabilità, abbandonate nelle aerostazioni senza assistenza né generi di primo conforto.

A peggiorare il quadro, denuncia il parlamentare, la disorganizzazione ha favorito speculazioni selvagge, con navette da e per Catania offerte a prezzi folli, fino a 700 euro a corsa. Un danno che non è solo economico, ma anche di immagine per l’intera Sicilia, proiettata sugli schermi di tutto il mondo come un’isola impreparata e incapace di reagire.

«Per questo i suoi amministratori devono andare a casa. Colpisce lo scarso livello di tempestività con cui si è attivata la Regione. Dicono di aver messo a disposizione navette e treni speciali, ma non se ne è accorto nessuno: devono essere ancora in vacanza».
— Anthony Barbagallo, PD Sicilia

Barbagallo allarga poi il tiro su Comiso, definendo “gravissima” la responsabilità della Sac anche per lo scalo ragusano, che dispone di sole 6 piazzole di stallo e di mezza aerostazione chiusa. Aggiunge che compagnie come Ita e Ryanair non sono neppure accreditate per il ritiro bagagli, dimostrando l’assenza di visione e investimenti. La soluzione sarebbe attivare un sistema di navette tra i vari aeroporti, garantendo collegamenti rapidi e scoraggiando le speculazioni.

Schillaci (M5S): «Serve discontinuità vera, inaccettabile improvvisazione»

Duro anche il giudizio di Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea regionale siciliana, che parla senza ambagi di “defenestrazione” dei vertici Sac:

«I continui disagi ci dicono che non è più possibile andare avanti così. Serve una vera discontinuità nella gestione dell’aeroporto di Catania. L’Etna è un vulcano attivo: non stiamo parlando di un evento imprevedibile. Per questo servono prevenzione, piani di emergenza efficaci, organizzazione e capacità di reazione. Non possiamo assistere ogni volta alla stessa improvvisazione».
— Roberta Schillaci, M5S Sicilia

La deputata denuncia che l’ennesima emergenza si è trasformata in un’odissea per migliaia di cittadini e viaggiatori, e definisce “comprensibile e sacrosanta” la rabbia che monta tra i passeggeri. Ma avverte che non basta intervenire sulla governance della Sac: «Il governo regionale deve assumersi le proprie responsabilità e fare finalmente scelte strategiche sul sistema dei trasporti siciliano».

Schillaci riconosce che l’aeroporto di Palermo ha sostenuto parte del traffico, ma mette in guardia dal rischio di trasferire semplicemente il problema. La vera necessità è un sistema aeroportuale integrato, capace di affrontare le emergenze potenziando strade, rete ferroviaria e garantendo collegamenti rapidi ed efficienti tra gli aeroporti e i principali centri dell’Isola.

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