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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Il messinese De Luca tira le orecchie alla città di Catania: “Perchè continua a non avere un sindaco?”

«Catania rappresenta oggi l'esempio di ciò che la politica non deve fare. È una città ostaggio della mala politica che merita di essere amministrata. Senza un sindaco e senza prospettive nel silenzio assoluto della destra e della sinistra che non hanno voluto le elezioni. Mi chiedo se la seconda città per importanza della Sicilia e nelle prime dieci d'Italia meriti di essere trattata così».

di Redazione 1 min di lettura
Il messinese De Luca tira le orecchie alla città di Catania: “Perchè continua a non avere un sindaco?”

«Catania rappresenta oggi l’esempio di ciò che la politica non deve fare. È una città ostaggio della mala politica che merita di essere amministrata. Senza un sindaco e senza prospettive nel silenzio assoluto della destra e della sinistra che non hanno voluto le elezioni. Mi chiedo se la seconda città per importanza della Sicilia e nelle prime dieci d’Italia meriti di essere trattata così».

È quanto ha dichiarato ieri il leader di Sicilia Vera e candidato alla presidenza della Regione Siciliana, Cateno De Luca nel corso di un incontro che si è svolto al 4 Spa Resort di Aci Castello.

«Perché continua a non avere un sindaco? Perché Catania deve continuare ad essere lo scenario di equilibri che servono solo a tenere in vita personaggi frutto di suggestioni ma che non rappresentano più nulla. Io a Messina mi sono dimesso a febbraio prendendomi la responsabilità di andare al voto. L’ho fatto per portare avanti un progetto politico che porti il vero cambiamento in tutta la Sicilia, ma soprattutto l’ho potuto fare perché ero certo che, avendo amministrato bene, i messinesi ci avrebbero ridato la loro fiducia. Forse, anzi sicuramente, gli attuali amministratori catanesi non hanno la stessa certezza», ha aggiunto.

«Catania si deve liberare da questi personaggi. Il nostro progetto politico mira alla costruzione di una nova classe politica e dirigente. Non basta affermare di esserci, bisogna metterci la faccia», ha concluso.

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