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lunedì 21 Settembre 2026 Facebook

Crollo Messina, trovato il secondo corpo: è Rosa Leone. Quattro persone ancora disperse

Identificata anche la seconda vittima della palazzina crollata a Messina: è Rosa Leone, sorella dell'imprenditore Carmelo Leone. Salgono a tre i feriti, tra cui il giovane commesso Davide Lambiate: «Ho visto la morte in faccia». La Procura apre un fascicolo per disastro colposo e indaga sui lavori di ristrutturazione al piano terra.

di Redazione 2 min di lettura
Crollo Messina, trovato il secondo corpo: è Rosa Leone. Quattro persone ancora disperse

MESSINA – Si aggravano i contorni della tragedia che ha sconvolto Messina. È stato estratto privo di vita dalle macerie della palazzina crollata il secondo corpo cercato per ore dai soccorritori: appartiene a Rosa Leone, sorella dell’imprenditore Carmelo Leone, anch’egli deceduto nel cedimento della struttura. A effettuare il drammatico riconoscimento è stata la figlia della donna.

I due fratelli si trovavano insieme all’interno dell’abitazione quando l’edificio ha ceduto all’improvviso. L’imprenditore risiedeva con la sua famiglia all’ultimo piano dello stabile di tre livelli, sprofondato su sé stesso in pochi istanti.

Il racconto del superstite: «Ho visto la morte in faccia»

Tra le macerie si cercano risposte ma anche la forza di andare avanti. A testimoniare la drammaticità di quei momenti è Davide Lambiate, 26 anni, uno dei tre feriti estratti vivi. Il giovane si trovava al suo terzo giorno di prova come commesso nel bazar cinese adiacente, dove lavorava insieme alla collega Alessandra.

«Ho visto la morte in faccia, non so come ho fatto ad essere vivo. Quando ho visto i soccorsi ho gridato: c’è anche una mia collega, sta là sotto. Non potrò mai dimenticare quello che è successo, ci penserò sempre».
— Davide Lambiate, 26 anni, sopravvissuto al crollo

Il giovane è attualmente ricoverato in ospedale con un trauma cranico minore. Gli altri due feriti sono operai della ditta che stava eseguendo interventi di ristrutturazione al piano terra dell’edificio: uno è in attesa di essere operato per una frattura al naso, mentre l’altro è stato dimesso dopo le prime cure.

Indagini della Procura: ipotesi disastro colposo

Sul fronte dei soccorsi, più di cinquanta Vigili del Fuoco continuano a lavorare senza sosta nell’area del crollo. Contestualmente, la magistratura ha avviato le procedure per far luce sulle cause del collasso. Il procuratore di Messina Antonio D’Amato e la sostituta Anita Siliotti hanno aperto un fascicolo di indagine con l’ipotesi di disastro colposo.

Nel corso di un primo vertice operativo in Procura con Carabinieri e Vigili del Fuoco, sono state stabilite le priorità immediate: la messa in sicurezza dei resti dell’immobile e il repertamento di tutto il materiale probatorio che dovrà poi essere sottoposto a perizia tecnica.

Sotto la lente i lavori al piano terra

Gli investigatori stanno lavorando in stretta sinergia su due fronti principali:

  • L’individuazione del punto di cedimento: capire quale sezione strutturale abbia ceduto per prima, innescando l’implosione del fabbricato;
  • L’impatto dei lavori in corso: verificare se gli interventi di ristrutturazione effettuati al piano terra per la realizzazione di un supermercato abbiano potuto compromettere la stabilità dell’immobile.

Un contributo fondamentale alle indagini potrebbe arrivare dalle dichiarazioni dell’operaio dimesso dall’ospedale, già ascoltato una prima volta dai militari dell’Arma. Nelle prossime ore gli inquirenti sentiranno anche il direttore dei lavori e il titolare della ditta d’appalto per verificare la regolarità e la conformità delle opere in corso d’esecuzione.

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