Crollo a Messina, proseguono le ricerche dei tre dispersi: tre indagati per omicidio colposo
Crollo palazzina Pistunina Messina

MESSINA – Proseguono senza sosta, giorno e notte, le operazioni dei Vigili del Fuoco tra le macerie della palazzina crollata a Pistunina, frazione della zona sud di Messina. Le squadre di soccorso sono impegnate nel disperato tentativo di individuare i tre dispersi ancora inghiottiti dal cedimento dello stabile: si tratta di Sara Leone, del marito Santino Magazzù e del loro collaboratore domestico di origine cingalese, Lhairu Warnakulasuriya.
Il bilancio delle vittime e la tragedia dei residenti
Al momento il bilancio ufficiale delle vittime estratte prive di vita dalle macerie conta tre nomi:
- Carmelo Leone: noto imprenditore che risiedeva con la propria famiglia all’ultimo piano dell’edificio;
- Rosa Leone: sorella di Carmelo, trovata accanto al fratello al momento del collasso;
- Alessandra Frazzica: giovane di appena 20 anni, impiegata come commessa all’interno del bazar al primo piano del palazzo.
Svolta nelle indagini: tre iscrizioni nel registro degli indagati
Parallelamente alle attività di scavo, si muove l’inchiesta giudiziaria condotta dalla Procura della Repubblica di Messina per fare luce sulle responsabilità della catastrofe. I magistrati hanno notificato gli avvisi di garanzia nei confronti di tre persone: due imprenditori e un ingegnere.
I soggetti formalmente indagati sono:
- Alessandro Panarello: il commerciante che aveva preso in affitto dalla famiglia Leone i locali al piano terra con l’intenzione di realizzarvi una macelleria;
- Pasquale D’Alì: titolare della ditta d’impresa a cui Panarello aveva commissionato gli interventi di ristrutturazione ed edilizia;
- Pietro Leone: ingegnere e direttore dei lavori, nonché parente della stessa famiglia proprietaria dell’immobile.
Le contestazioni e il nodo dei pilastri
I tre indagati devono rispondere, a vario titolo, di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, nonché di rimozione e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro e delitti colposi di danno.
Secondo le prime ipotesi al vaglio degli inquirenti e dei consulenti tecnici, l’attenzione è focalizzata sui lavori di riqualificazione in corso al piano terra dell’edificio e sulla verifica della tenuta dei pilastri portanti della struttura, il cui improvviso e cedimento strutturale avrebbe innescato la rovinosa implosione dell’intero fabbricato.





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